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Nascita della Multistrato

Scritto da: Jacopo Negri , 08 August 2011 · 0 Visite

Fin dalla invenzione della TC, avvenuta ormai quasi 40 anni fa, le innovazioni e le nuovetecniche sono andate verso tre direzioni:

- Riduzione dei tempi di esecuzione;
- Riduzione dei costi;
- Riduzione della dose erogata.


La diminuzione della dose è stata, negli anni, progressiva e continua, ad eccezione di un breve periodo (anni 2000-2004) in cui l'aumento medio riscontrato è spiegabile con l'introduzione della TC Multistrato, che ha completamente cambiato i modi di conduzione degli esami e le tecniche di ricostruzione delle immagini.
La nuova metodica, permettendo un notevole incremento nella velocità e nella risoluzione spaziale media degli esami, ha introdotto possibilità ed esami prima assolutamente impensabili come la TC per lo studio delle arterie coronarie, la TC per lo studio di routine del colon, TC per studi perfusionali dell'encefalo, fegato, ecc...
Queste innovative potenzialità hanno ampliato la gamma dei pazienti a cui la TC è normalmente indirizzata facendola diventare, in qualche caso, anche uno strumento di screening e di prevenzione di malattie socialmente importanti come quelle cardio-vascolari o come i tumori del colon.

E' chiaro, quindi, che in questi contesti, molto diversi rispetto al passato, il calcolo del rapporto fra rischio associato ad esposizione a radiazioni ionizzanti e beneficio atteso dalla prestazione, diventa molto più difficile e, se possibile, importante in quanto l'esame viene fatto in pazienti con caratteristiche di rischio per certe malattie ma, per il resto, assolutamente sani.
Gli operatori coinvolti non hanno subito compreso l'enorme differenza operativa delle nuove apparecchiature e metodiche, perseguendo tentativi di adattamento di vecchi protocolli e procedure con risultati spesso disastrosi, sia dal punto di vista diagnostico che della dose erogata ai pazienti.

Il notevole incremento della dose rispetto alle TC volumetriche Singolo Strato e la nascita di azioni legali a produttori di TC e interi ospedali ha, se non altro, il merito di aver fatto nascere un fronte comune, che si occupasse di ottimizzare i protocolli, le tecniche e, in ultimo, spingere le case produttrici verso la creazione di metodi più efficaci per diminuire la dose, senza intaccare il potere diagnostico di una metodica impiegata sempre più frequentemente.
Negli ultimi anni, si è tornati finalmente ad avere un trend decisamente in discesa nelle dosi medie erogate, dovuto ad innovazioni tecnologiche che aiutano gli operatori a contenerle e, soprattutto, ad una nuova coscienza sulla cura dei pazienti, in particolar modo di quelli più indifesi, come i pazienti pediatrici.
Prima di parlare di dose in TC bisognerebbe ricordare, però, l'enorme mole di esami inutili che ogni anno vengono effettuati (1/3 secondo uno studio pubblicato sul New Englandournal of Medicine) e l'aumento esponenziale delle TC nei bambini, anche piccolissimi, favorito da tempi di scansione sempre più veloci.


Le innovazioni dell'ultimo decennio come possono essere utilizzate per diminuire la dose anziché aumentarla?

Innanzitutto, la rincorsa verso scansioni sempre più veloci ha—ovviamente—prodotto tubi più potenti (centinaia di mA da erogare in decimi di secondo!): l'ultima TC della Philips ha un tubo con una potenza di 120kW mentre, già solo nel 2005, la versione da 40 strati ne aveva; in pochi anni, un raddoppio!
Se si utilizzano queste potenze per produrre esami multifasici e con spessori submillimetrici indipendentemente dal quesito diagnostico e dal paziente, difficilmente si potrà dire di sfruttare le nuove tecnologie in maniera oculata.

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