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L'Embolia Polmonare

Scritto da: AlbertoBonfante , 08 February 2012 · 0 Visite

L’EMBOLIA POLMONARE


L’embolia polmonare (EP) è una malattia cardiovascolare dovuta alla migrazione di una massa solida, liquida o gassosa di varie dimensioni (embolo) da una sede periferica, attraverso una vena sistemica o dall’atrio destro, in un vaso del circolo arterioso polmonare. Questo comporta un’interruzione improvvisa, totale o parziale, del flusso di sangue e quindi
una totale o parziale ostruzione della circolazione arteriosa polmonare.

Nella maggior parte dei casi, l’embolo causante l’embolia polmonare origina da un coagulo ematico che in oltre il 95% dei casi si stacca da una trombosi venosa profonda (TVP) delle vene al di sopra del ginocchio (poplitee, femorali, iliache) o da un trombo più distale. Raramente l'embolo origina dal cuore destro o dai distretti venosi della cava superiore.

L’incidenza dell’embolia polmonare è poco chiara e risulta difficile da definire con certezza; in Italia viene stimata in 100 casi/100.000 abitanti l’anno (2) mentre negli USA è stimata in 150 casi/100.000 abitanti l’anno.

Un terzo degli episodi di embolia polmonare risulta fatale e la quasi totalità dei decessi avviene entro un’ora dall’esordio dei sintomi. Risulta pertanto fondamentale una diagnosi tempestiva.
Il sospetto clinico di embolia polmonare si basa sul riscontro di sintomi quali dispnea improvvisa, dolore toracico, sincope e, meno frequentemente, tosse con emottisi, venostasi giugulare e febbre sopra i 38° C. Uno strumento clinico utilizzato nella diagnosi di malattia trombo embolica è il “Wells score”, che stima la probabilità di trombo-embolia polmonare considerando i fattori di rischio e pesandoli in termini di probabilità (Tabela 1).

Tabella 1. Wells Score. TEP non probabile se il punteggio è <4. TEP probabile se il punteggio è >4.
L’embolia polmonare presenta una mortalità del 30% se non trattata e del 10% se trattata con anticoagulanti.

La diagnosi è supportata dall’esame del D-dimero, un prodotto della degradazione della fibrina il cui processo risulta accelerato in corso di un episodio di tromboembolismo, per il quale un valore >500mg /dl indica con una sensibilità del 95% e una specificità del 50% la presenza di un’embolia polmonare. Questo valore alterato è dunque una condizione necessaria ma non sufficiente per porre diagnosi, in quanto il 50% dei casi risultano essere dei falsi positivi.

L’esame del D-dimero viene integrato da un’emogasanalisi che tipicamente rivela ipossiemia ipocapnica dovuta ad iperventilazione. Altri esami che concorrono per la diagnosi di embolia polmonare sono l’elettrocardiogramma, la radiografia del torace e la scintigrafia polmonare (perfusionale e ventilatoria).

La conferma della diagnosi avviene con l’utilizzo della Tomografia Computerizzata (TC) con mezzo di contrasto delle arterie polmonari, che è attualmente l’esame di prima scelta nel sospetto diagnostico di embolia polmonare.


Criterio Punti
Segni o sintomi da TVP 3
Diagnosi alternativa meno probabile rispetto a trombo embolia polmonare (TEP)
Frequenza Cardiaca >100 battiti/minuto 1,5
Immobilizzazione/interventi chirurgici nelle ultime 4 settimane 1,5
Pregresse TVP o EP 1,5
Emottisi 1
Presenza di neoplasie (trattate fino a 6 mesi prima o in atto) 1






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