Martedì 30 Marzo 2010 08:00
Le fratture da stress del sacro (SIF Sacral Insufficiency Fracture) sono clinicamente difficili da definire perchè danno dei sintomi non sempre specifici. Il miglior approccio di imaging per questo tipo di diagnosi è dato dall'RM ma anche dalla scintigrafia ossea (sensibilità 96%), mentre la TC non offre dei risultati affidabili per una diagnosi sicura. Oltre ad alcune patologie come l'artrite reumatoide, il morbo di Paget, l'osteopenia da steroidi, una tra le cause più comuni è l'osteoporosi. La diagnosi differenziale nei casi di frattura da stress monolaterale (ovviamente non in contensto traumatico) è verso le lesioni secondarie.
La frequenza del riscontro monolaterale e bilaterale è pressochè equivalente. Spesso possono essere visualizzate delle vere e proprie linee di frattura (spesso nel senso assiale).
Nel caso specifico della Risonanza magnetica è stata definita una sensibilià prossima al 100%: solitamente l'esame viene condotto con sequenze TSE T1 e T2 fat sat (o STIR) nei piani coronali e assiali obliqui lungo l'asse principale verticale del sacro. Nei casi dubbi l'esame può essere completato con sequenze dopo inizione di MDC endovena, e sequenze T1 fat sat. Altre informazioni sono repelibili sull'articolo uscito sul numero di Febbraio 2010 dell'AJNR